Comprendere la Psoriasi nella Donna

La pelle non mi piace (ma ha molto da dire). A fior di pelle, quando il corpo dice ciò che le parole trattengono La pelle non tradisce, decifrare il linguaggio nascosto della psoriasi.

10/1/20263 min read

A person with dreadlocks and skin painted in vibrant pink and purple glittery streaks
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La Psoriasi e il Ruolo dello Stress Emotivo

La psoriasi nella donna è una condizione che richiede una comprensione ampia, capace di integrare la dimensione biologica con quella emotiva e relazionale. Dal punto di vista medico, la psoriasi è una malattia infiammatoria cronica mediata dal sistema immunitario, caratterizzata dall’attivazione dei linfociti T e dalla produzione di citochine pro‑infiammatorie come IL‑17, IL‑23 e TNF‑α, come descritto nei lavori di autori quali Krueger, Nestle e Lowes, che hanno definito la psoriasi una “malattia immuno‑mediata complessa”. Tuttavia, la letteratura contemporanea ha mostrato che la risposta immunitaria non è isolata: è modulata dall’asse ipotalamo‑ipofisi‑surrene, come evidenziato dagli studi di Chrousos e McEwen sullo stress, che dimostrano come il cortisolo alteri la regolazione immunitaria e favorisca l’infiammazione. Questo spiega perché molte donne sperimentano riacutizzazioni nei periodi di tensione emotiva, conflitti non espressi, responsabilità elevate o pressioni sociali.

La psicosomatica classica, da Franz Alexander a Flanders Dunbar, ha sempre considerato la pelle come un organo di confine, un punto di incontro tra mondo interno e mondo esterno. Alexander parlava di “organi bersaglio” che reagiscono quando il sistema emotivo non riesce a elaborare un conflitto. In questa prospettiva, la psoriasi può essere letta come una risposta a emozioni trattenute, soprattutto quando la donna ha imparato nel tempo a gestire la propria vita emotiva attraverso il controllo, la razionalizzazione o il silenziamento. La pelle diventa un linguaggio alternativo, un luogo in cui si manifesta ciò che non riesce a emergere altrove.

La medicina omeopatica, pur non essendo scientificamente validata nei suoi presupposti, offre una lettura simbolica che ha influenzato la cultura medica integrata.

Autori come Hahnemann, Kent e Vithoulkas hanno associato la psoriasi a rimedi che rappresentano tensione interna, rigidità, trattenimento, come Graphites o Petroleum. Non si tratta di indicazioni terapeutiche scientifiche, ma di metafore cliniche che riflettono un modo di interpretare la persona nella sua globalità.

L’omotossicologia di Reckeweg, pur con limiti scientifici, propone una visione della psoriasi come tentativo del corpo di eliminare tossine attraverso la pelle, interpretazione che può essere letta in chiave psicosomatica come un tentativo di “espellere” tensioni emotive non elaborate.

La medicina tradizionale cinese, attraverso autori come Maciocia, interpreta la psoriasi come un disequilibrio tra il Fegato, che rappresenta la gestione delle emozioni, e il Polmone, che rappresenta il confine e la capacità di lasciar andare. Quando il Fegato è “stagnante”, cioè quando le emozioni non scorrono, la pelle può reagire con infiammazione.

L’ayurveda, attraverso la tradizione di Vasant Lad e Svoboda, interpreta la psoriasi come un disturbo del dosha Pitta, associato al fuoco, alla trasformazione e alla rabbia. Nelle donne, Pitta può aumentare quando la persona vive pressioni, responsabilità, ruoli di cura e tensioni relazionali. Anche qui, la lettura non è scientifica, ma offre una metafora utile: la pelle si infiamma quando il “fuoco interno” non trova spazio per essere espresso in modo equilibrato.

La psicologia corporea di Alexander Lowen e Wilhelm Reich ha sempre sostenuto che il corpo esprime ciò che la mente non riesce a elaborare. Lowen parlava di “armature caratteriali”, tensioni croniche che diventano parte dell’identità emotiva della persona. La psoriasi, in questa prospettiva, può essere vista come una forma di armatura cutanea: un ispessimento simbolico che riflette un bisogno di protezione. Reich, con la sua teoria dell’energia vitale, interpretava le tensioni corporee come blocchi emotivi. Pur non essendo scientifiche, queste teorie hanno influenzato la psicoterapia contemporanea, che riconosce il ruolo del corpo nella regolazione emotiva.

La psicotraumatologia moderna, attraverso autori come Bessel van der Kolk, Peter Levine e Stephen Porges, ha dimostrato che il trauma e lo stress cronico possono influenzare la risposta immunitaria, confermando che la pelle può reagire a tensioni emotive profonde.

La Nuova Medicina Germanica di Ryke Geerd Hamer, pur priva di validità scientifica e non utilizzabile in ambito clinico, ha introdotto un concetto che ha influenzato il dibattito culturale: l’idea che un evento emotivo non elaborato possa avere un impatto sul corpo.

Oggi la psicotraumatologia scientifica conferma questo legame, ma lo fa con basi cliniche solide, non con modelli pseudoscientifici. La psoriasi nella donna, quindi, può essere compresa solo attraverso una visione trasversale dei saperi. La medicina scientifica spiega il meccanismo immunologico; la psicosomatica classica spiega il ruolo delle emozioni trattenute; la psicologia corporea spiega il legame tra tensione interna e manifestazione fisica; le medicine tradizionali offrono metafore culturali che aiutano a comprendere la persona nella sua globalità; la psicotraumatologia moderna spiega come lo stress cronico e le esperienze emotive non elaborate possano influenzare la risposta infiammatoria.

La pelle non tradisce: racconta ciò che la persona vive, ciò che trattiene, ciò che non riesce a dire, e ciò che finalmente può essere riconosciuto. ancora più profonda.